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	<title>Piluso Giuseppe &#8211; Giuseppe Piluso</title>
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	<description>Leggere, Scrivere e... Resistere!</description>
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	<title>Piluso Giuseppe &#8211; Giuseppe Piluso</title>
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		<title>Introduzione Libro: TOAMO – La Dama, La Terra e Il Leone.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Piluso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 21:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri Nuovi]]></category>
		<category><![CDATA[esperimento di linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[esperimento linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe]]></category>
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		<category><![CDATA[libro di poesie e pensieri Giuseppe Piluso]]></category>
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<p style="text-align:center"><a href="https://www.facebook.com/Giuseppe-Piluso-2082277732098465/">FACEBOOK</a> – <a href="https://twitter.com/piluso_giuseppe?lang=en">TWITTER</a> – <a href="https://www.youtube.com/channel/UC0LSSWoFqssw-4kId2tAzXA">YOUTUBE</a></p>



<p style="text-align:center"><strong>INTRODUZIONE</strong></p>



<p style="text-align:center"><strong>ATTENZIONE: Il libro TOAMO , la dama la terra e il leone; è un esperimento linguistico.</strong></p>



<p>Questo
libro è un esperimento linguistico, per questo motivo, vi chiedo di non impressionarvi
negativamente qualora troviate nella lettura di questo testo dei refusi, perché
sono stati volutamente inseriti da me. Sono consapevole che questa scelta
susciterà non poche polemiche.</p>



<p>Con
la volontà di non correggere alcune parti del libro cerco di rispondere ad
alcune domande che mi sono posto in qualità di grafico e tecnico pubblicitario:
</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Quanto
l’errore ha inciso e incide sulla nostra volontà di comprare un prodotto?</li><li>Quanto
questo errore incide sul ricordo di ognuno di noi? Può essere utile? Quanto è
potente? </li><li>Quanto
fa paura l’errore?</li><li>Può
essere inserito in un testo di letteratura?</li></ol>



<p>Prima
di tentare di rispondere a queste domande, vi illustro la struttura del libro. E’
diviso in 3 parti: </p>



<ul class="wp-block-list"><li>La prima: “<strong><em>La Dama</em></strong>”, è dedicata alla poesia, poesie d’amore ma anche sociali. </li><li>La seconda: “<strong><em>La Terra</em></strong>”, riguarda la mia terra e in generale il meridione. Ho inserito, infatti,  le foto di Napoli, le foto dell’Eremo dei Camaldoli dove ora risiedono le figlie spirituali di Santa Brigida, “le Brigidine”. </li><li>La terza ed ultima parte: “<strong><em>Il Leone</em></strong>”, è dedicata i miei pensieri; infine vi è un’appendice dedicata ai patrocini. </li></ul>



<p style="text-align:center"><strong>TENTATIVI
DI RISPOSTA </strong></p>



<p><strong>Domanda 1</strong><strong>:</strong> Ricorderemo in
passato alcuni spot pubblicitari di una nota marca di benzina o olio per motore.
&nbsp;Lo spot citava: “<em>Metti un tigre nel motore</em>”. &nbsp;Nel
linguaggio verbale, come anche in grammatica italiana, la frase “metti un tigre
nel motore” è errata, ma appunto perché errata colpisce chi l’ascolta, infatti,
più l’errore è grave e più si ricorda, non a caso in quegli anni, dopo l’uscita
di questo spot con quell’errore verbale, vi fu un notevole incremento delle
vendite di quei prodotti per la macchina. </p>



<p><strong>Domanda 2</strong><strong>:</strong> Per rispondere
a questa domanda vi racconterò un aneddoto. Qualche tempo fa sono stato
invitato alla presentazione di un libro di filosofia a Napoli. La presentazione
era nella sala di un bellissimo Hotel. La relatrice stava illustrando il libro,
ma ad un
certo punto le scappò una parola errata e che non c’entrava col contesto; sarà
stata la stanchezza della giornata o il troppo stress, ma invece di dire “Tomo”
(che è sinonimo di libro), disse “Timo”, per poi correggersi subito. Dopo una
mezz’ora ripeté l’errore, ma in maniera leggermente diversa, dicendo: “Tumo”
riferendosi al libro, tali errori suscitarono immediatamente nei presenti una
sorta di ilarità momentanea. Un mese e mezzo più tardi, io e due miei amici
professori, che avevano partecipato come uditori a quella presentazione ci incontrammo,
stranamente loro si ricordarono più dei 2 lapsus che del titolo del libro di
quel giovane autore, ma attraverso quei due “errori”, i professori si
ricordarono il contesto e in seguito il titolo del libro. Vorrei ora porre
l’attenzione su un fattore: i professori universitari a quanti convegni e presentazioni
di libri partecipano direttamente o come uditori? Credo a tantissimi, se pensiamo
ai ritmi dell’università; quindi è impressionante che dopo tanto tempo, quei
due lapsus/errori, abbiano contribuito a ricordare il contesto e il contenuto
del libro. Io e i miei amici, dunque, iniziammo a ragionare sulle possibili
applicazioni ed evoluzioni del pensiero espresso da quel giovane autore. Inoltre
uno di quei due miei amici, un paio di giorni dopo, pubblicò un articolo, sviluppando
altre idee, prendendo spunto proprio dal libro di quel giovane autore. Dunque,
quei due lapsus (errori), hanno prodotto un effetto benefico a quel libro di
filosofia e all’autore, poiché hanno aiutato a ricordare la situazione. </p>



<p>Quindi
l’errore ha, su noi, una carica emotiva molto potente e alle volte passa attraverso
un sentimento che conosciamo molto bene: “la paura”. </p>



<p><strong>Domanda 3</strong><strong>:</strong> Per rispondere
a questa domanda dobbiamo rispondere a una domanda più insidiosa; “Che cos’è la
paura?” se ci rifacciamo al dizionario filosofico la parola “paura”, rimanda a
una altra parola, “emozione”; per “emozione” si intende ogni stato, movimento o
condizione, per il quale l’animale o l’uomo avverte il ‘valore’ (la portata, o
l’importanza), che una situazione determinata ha per la sua vita, i suoi
bisogni i suoi interessi. Soffermandoci ora sulla parola ‘interessi’ e vi pongo
un&#8217;altra domanda: “cosa veramente interessa a noi tutti?” Ad una madre, ad
esempio, interessa che la famiglia vada avanti che i figli si costruiscano un
futuro dopo gli studi; Ad un padre di famiglia interessa portare il pane a casa
e assicurarsi che non manchi mai nulla dentro il “nido- famiglia”. Uscendo
dalla famiglia, ciò che interessa a una donna o a un uomo che svolge uno
specifico ruolo nella società (di insegnante, di ragioniere o di medico) è
essere produttivo, non sbagliare, non fare errori. Se un medico, ad esempio,
sbagliasse un’operazione, rischierebbe di rovinare per il resto della vita una
persona o addirittura potrebbe rendersi responsabile della morte del paziente
stesso. Se l’ingegnere, progettando un determinato ponte, sbagliasse qualche
calcolo, sarebbe responsabile di più di una vita se quel ponte poi crollasse ecc…
In tutti i mestieri e nella vita in generale abbiamo paura di errare molto di
più che della morte o addirittura di una malattia. Ora rispondiamo a un’altra
domanda: “Cos’è l’errore?” il dizionario filosofico è molto chiaro, in esso vi
è scritto che: ‘appartiene alla sfera del giudizio (e non delle preposizioni o
degli enunciati), oltre ciò, si può chiamare ‘errore’, ogni giudizio o
valutazione che contravvenga al criterio riconosciuto valido nel campo cui il
giudizio si riferisce, oppure ai limiti di applicabilità del criterio stesso’. Nel
quotidiano, l’errore non è altro che un “corto circuito” in un discorso
qualsiasi.</p>



<p><strong>Domanda
4:</strong> Credo che la risposta sia: “Perché no?”, rispettando
sempre la consecutio temporum di un determinato discorso, perché no? Si possono
scardinare, almeno per una volta, le regole che ingabbiamo il testo scritto
della prosa? </p>



<p>Penso
e credo che almeno per una volta si possano scardinare queste regole e dare
spazio alla letteratura libera, libera di esprimersi. Io la penso così e voi? (Potrete
rispondere a questa domanda per email <a href="mailto:giuseppepiluso.scrittore@gmail.com">giuseppepiluso.scrittore@gmail.com</a>
o tramite social che trovate sotto in link).</p>



<p style="text-align:center"><strong>SEMPLICE RIFLESSIONE CONDIVISIBILE
O MENO:</strong></p>



<p><strong>Pensiero:
</strong>ritornando
per un po’ alla risposta n.2, si pensi alla potenza di un errore non voluto, cosa ha
comportato? Il semplice ricordare una determinata situazione e quindi poi il pensarla
e poi riprodurla partendo da essa. L&#8217;errore viene considerato come parte
fondamentale di un climax “ideologico” ascendente il cui stadio ultimo è quello
della produzione del soggetto che legge, ovvero stimolare una produzione di
tipo letteraria partendo dalla poesia o comunque dal testo con refuso. Esso, il
refuso, si ricorda facilmente più del pensiero espresso in maniera lineare, perché
è come una sorte di cortocircuito (come un lapsus freudiano per capirci, ma in
questo caso voluto).</p>



<p>Come sappiamo il climax è una figura retorica, essa
può essere ascendente o discendente (o anticlimax) ad esempio, il climax
ascendente “Ideologico”, potrebbe essere: </p>



<p>1° stadio climax : Lettura dell&#8217;argomento o poesia che
è grammaticalmente sbagliata&nbsp;</p>



<p>2° stadio climax: ricordo attraverso il “refuso”
ovvero lo sbaglio, l&#8217;errore di ciò che si sta parla di in quella poesia,
l’errore come qualcosa di utile ai fini del ricordo. </p>



<p>3° stadio climax: produzione del soggetto che legge; attraverso l&#8217;errore che funge da mezzo per ricordare, il soggetto che legge, ritorna a pensare a quell&#8217;argomento, e quindi più in là nel tempo a produrre  su quell&#8217;argomento.</p>



<p>Quindi abbiamo un “Errore Positivo Creativo”: errore
“positivo” in quanto utile al ricordo e “creativo” che spinge alla creazione di
qualcosa di proprio. </p>



<p><strong>Provocazione:</strong> Nuova
figura retorica, “Errore Positivo Creativo”.</p>



<p style="text-align:center"><strong>PER AVERE UN ULTERIORE IDEA DELLA GRANDEZZA DELL’ERRORE:</strong></p>



<p>Per quanto riguarda le religioni, vi è
nella vita di Gesù, un corto circuito, si può notare nella sua morte: o per
essere più precisi, il minuto prima di essa. Questo corto circuito si esprime in
2 attimi consecutivi:<strong></strong></p>



<p>1° attimo: quando dice
la frase: &#8220;<em>Padre mio perché mi hai
abbandonato</em>&#8220;, e rappresenta l’errore che umanizza il divino, perché in
quell’istante, mentre Gesù dice quella frase è come se il dito di Dio toccasse
il suolo della terra dove l’umana specie cammina e vive, ed è in quell&#8217;istante
che Gesù è Uomo semplice come tutti gli uomini, e non il figlio di dio, persona
della trinità.</p>



<p>2° attimo Gesù dice:
&#8220;<em>Padre nelle tue mani metto il mio
spirito</em>&#8220;, qui il dito di cui parlavo precedentemente, si ritira, vi è
una sorta di “correzione”, Gesù si corregge aggiusta il tiro, e mette tutto ciò
che aveva fatto nelle mani del padre, anche l’errore. Filosoficamente lo
possiamo intendere anche così. Quindi lo sbaglio e la correzione sono le due
chiavi per aprire la porta <em>dell&#8217;iper
uranos</em> di Paolo, perché da lì in poi vi fu un’innovazione e altre
innovazioni a seguire come cristiani copti , luterani, ecc. , per il Santo Spirito
che plasma le cose e le rende nuove secondo ciò che ci insegna la tradizione.</p>



<p>Questo corto circuito
viene però dopo un altro grande corto circuito più o meno della stessa entità,
che è “<em>la nascita del Mito</em>” che si
esprime negli Dei che assomigliano a uomini, Dei anche personali che avevano
tutto tranne ciò che è prerogativa dell’uomo: la nascita e la morte. </p>



<p>Essi “nacquero” se
vogliamo dire così, per esigenza dell’uomo primitivo di dare una spiegazione
all’esistenza di determinati fenomeni atmosferici o naturali. Ma tutto ciò è
una risposta per convenienza, perché la vera risposta sta nella “sostanza”
della domanda: “Perché?” Perché vi è il fuoco? Perché vi sono i fulmini? Perché
vi è quel fiore? La risposta di convenienza è: perché c’è il Dio vulcano,
perché Adone è nato da Mirra, perché Zeus è arrabbiato! La nascita del mito è
un corto circuito perché è un errore.</p>



<p>La vera risposta è “<em>il concetto di tensione</em>” che non viene
mai appagato attraverso una risposta o “la risposta” e si rigenera da sé,
facendoci conoscere altre cose, e poi altre e poi altre ancora: la filosofia come
amore della conoscenza si serve dell’errore per portare avanti la conoscenza. </p>



<p>L’esempio di Edison è calzante
a tal proposito: se questo signore non avesse avuto “la tensione” nel ricercare
la formula e la struttura più idonea, attraverso vari “errori”, per far sì che
un corpo potesse essere illuminato attraverso l’elettricità, noi non avremmo
mai avuto la lampadina. </p>



<p style="text-align:center"><strong>INFINE…</strong></p>



<p>Spero che questo libro
piaccia, indipendentemente dalla “forma stilistica” ovvero dai refusi che ho
voluto inserire.</p>



<p>Buona lettura. </p>



<p style="text-align:right">Giuseppe Piluso</p>



<p style="text-align:left">Link dell&#8217;intervista sul libro, per una maggiore comprensione dell&#8217;opera:  </p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Intervista a Radio Cosenza Nord - 18/03/2020" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/0qdHxmv7MEI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Link da dove è possibile ordinare il libro:<br><a rel="noreferrer noopener" href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.kimerik.it%2FSchedaProdotto.asp%3FId%3D3769%26fbclid%3DIwAR3xawD36fkrPXPLdKwo_XRhf3RWdy9nC5eL48O_8yRbigIUsmgjY64YAC0&amp;h=AT3qBLifKs57IHAgABMWGRMgJvsmuGNyVkSy2aVTdI79LocLqwMKMZe_xGwQatmUDbaj-R-hF4E7k3ZI6--3AEb6MM-P5XoawkMjWc8oR-yIP2tMirY9jgfqMeD3I9njTDSylvqc9JyLJ2WRUSESotJupq46yD2Vt7Syfj1oaFsL8s7nq2YT81pc94ASckfqygH5y6QBkUlhiMThzuGoRAstEkN_WSPV6iYiMTSjRPafVDteXqjRDsBLXFTyoR2bp6vLLBI1r-ogkfVsWvAC-sa5aAv8JAj33D9SyfUsVFrTEt3-iuhblGp7PW0MqIdFuA2beBv4m7HQeTkZO6cketAENYsNH2EomAYkvxXowf4Duwny2I48LhqklkxoxuXp6fsG6ctQC-AyBcIUxvELJRCKb3-CUggsgRhPh3bugg6sqDdDN7qUlhBQixBnNhWg0x4DGWCMGvJ1V9oy9kTclC3tWAUB6gPeAcVGPsQq7G3vCJt1X14rWwJiFUj5uoz8hvlEfFwxjfzJyOeOSOKI4o4-lS9IiYOq76X1r5sfo1y3w-JqfCrml9Qyd1FM5ZMFudITYFfi6fT1mnKDNlmvPFniFzG69XnAzzbsQxK82ch6JBlVwu8q0YC6OTwZWdE40LILrwb3Ni0oqgI" target="_blank">https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=3769</a></p>



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