FACEBOOK – YOUTUBE – INSTAGRAM – LINKEDIN – ESPERIMENTI
0 – 0 – 0


0 – 0 – 0
Recensione saggio filosofico: “The theory of Love – The problem of Evil in Leibniz” di Giuseppe Piluso, in collaborazione con Officina Delle Idee, edito da Casa Editrice Kimerik.
Il saggio stilato dal novello filosofo Piluso dal titolo: “The theory of Love – The problem of Evil in Leibniz”, apre un sipario interessante sulla visione del bene e del male. Il male è stato, per molti secoli, una delle più profonde e complesse riflessioni nella storia del genere umano, a cui molti filosofi come nel nostro caso Gottfried Wilhelm von Leibniz dedica parte del suo studio. Leibniz classifica fin da subito il Male in tre grandi punti saldi, poiché tende a giustificare il Male a livello sia non solo morale, ma anche dovuto alla fragilità umana. La prima riflessione che lo stesso propone è il Male Metafisico, che deriva proprio dall’imperfezione dell’uomo fin dalle sue origini primordiali, nelle sue limitatezze non solo con il confronto con Dio, ma innato nella natura umana fin dalla venuta al mondo della sua specie, abile e pensante. Gradualmente possiamo vedere come secondo Leibniz il Male Fisico, in cui è possibile prestare particolare attenzione alla sofferenza, al dolore e alla lotta finale per contribuire all’armonia generale ed arrivare ad un bene superiore. Di non meno importanza è il Male Morale che segna uno dei criteri più comuni come il peccato, la libertà dell’uomo da parte di Dio, quel libero arbitrio che la creatura del Creato tra imperfezioni e fragilità tende a confondere con il non rispetto delle regole, sbagliando e commettendo errori e così non riuscire ad elevarsi moralmente attraverso la tanto anelata Libertà. Possiamo chiederci perché Dio nella sua infinita saggezza abbia reso possibile queste imperfezioni, ma la risposta è semplice poiché saremmo stati perfetti come Lui e non ci sarebbe stata più distinzione tra il Padre e le sue Creature, essendo la varietà a creare una gerarchia stabile e bilanciata. La curiosità si apre quando poniamo attenzione al lato metafisico, che rende stabile l’armonia con l’Universo in modo da avere reciproca compartecipazione. Proprio questa differenza tra Dio e gli uomini permette la gerarchia e la logica morale che lo stesso Leibniz argomenta affinché ogni creatura pensante possa interagire nell’armonia generale secondo limiti e proprie fragilità. Forse quello che regge la tesi di Leibniz è proprio la difesa della giustizia che possiamo vedere spiegata attraverso il concetto di Teodicea (deriva dal greco ed è composta da due termini precisi che sono Teo: Dio e Dike), che mette in risalto la difesa della giustizia di Dio, nonostante la presenza del male. Se Dio è onnipotente, dovrebbe essere in grado di eliminare il male; se è infinitamente buono, dovrebbe volerlo fare. Eppure, il male esiste. Questa apparente contraddizione ha portato a diverse risposte nel corso della storia. Leibniz, ad esempio, sosteneva che viviamo nel miglior dei mondi possibili, dove il male è necessario per il raggiungimento di un bene più grande. La spiegazione teodicea non sta nella spiegazione teorica, ma nell’azione umana: nel tentativo costante di rendere il mondo un posto migliore e più giusto, accettando il mistero ma senza rassegnazione. Lo stile del presente saggio è chiaro ed argomentativo, a forte taglio accademico, ricco di riferimenti e citazioni, tecnico, ma non eccessivamente complesso in una struttura espositiva ordinata e dettagliata. Lo stile linguistico del Piluso aiuta il lettore a seguire il filo del discorso, quasi prendendolo per mano e conducendolo argomento dopo argomento. Da tenere presente oltre la preparazione del nostro autore che riaffiora in tutti i suoi precedenti scritti, che il saggio risulta ad alta leggibilità per dislessici e per tutti coloro che fanno difficoltà a seguire il filo del discorso. I caratteri sono ben articolati tra loro, il che lo rende ancora più piacevole da leggere e perché no, da studiare nelle facoltà di filosofia. È una lettura stimolante che collega riflessione e rigore filosofico attraverso come già detto un’esperienza espositiva originale e chiara. Consiglio veramente la lettura del presente saggio affinché possiamo arrivare a conoscere il vero valore di lottare per arrivare al bene superiore, per toccare con mano quel mondo vario, libero e armonico che la giustizia divina ci ha messo davanti e che le difficoltà umane e sociali stanno sempre più cancellando dalla scena, portandoci in quel vortice di scarsa considerazione e conoscenza alle volte anche di sé stessi.
Poetessa & Recensitrice
Ida Procopio
0 – 0 – 0
FACEBOOK – YOUTUBE – INSTAGRAM – LINKEDIN – ESPERIMENTI
0 – 0 – 0
- Libro Cartaceo – clicca qui
- Libro E-Book – clicca qui
